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[1942] La Battaglia Di Stalingrado
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Messaggio [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
Nella primavera del 1942 Hitler era fermamente deciso a riprendere l'iniziativa sul fronte orientale dopo il brusco stop imposto dall'Armata Rossa durante il micidiale inverno russo.

Freddo, ghiaccio e neve, uniti ai contrattacchi sovietici avevano notevolmente indebolito la Wehrmacht, escludendo la possibilità di una nuova gigantesca offensiva paragonabile all'operazione Barbarossa dell'estate precedente

Quindi, la Germania lanciò un offensiva generale in direzione del Don e del Volga meridionali, nella zona caucasica; il fulcro degli scontri si focalizzò su Stalingrado.

Il progetto di Hitler era quello di occupare proprio quei territori dell'Unione Sovietica meridionale, che erano ricchissimi di petrolio, e quindi tentare da lì il ricongiungimento con l'esercito giapponese che nel frattempo stava occupando molti territori asiatici, (Malesia, Filippine, Indie olandesi, Hong Kong, Singapore, Birmania) spingendosi massicciamente verso ovest.

Il centro decisivo dei combattimenti divenne ben presto la città di Stalingrado, in particolare dal luglio 1942 fino al febbraio 1943.

Il 17 luglio la 6ª armata tedesca cominciò l'attacco alla linea del Don (a circa 150 km da Stalingrado), sfondata la quale si avrebbe avuto libero accesso alla città.

La 62ª armata russa, con 6 divisioni al completo fu lanciata più volte al contrattacco per impedire al nemico di occupare il traghetto sul Don. L'avanzata tedesca venne arrestata.

Deciso più che mai a raggiungere l'obiettivo Hitler inviò sul posto altri 3 corpi d'armata, il 17° e l'11° di fanteria, più la 4ª armata corazzata.

La 51° armata russa fu costretta ad indietreggiare, ma i tedeschi riuscirono ad avanzare di soli 60 km in un mese. L'ordine del giorno emanato il 28 luglio 1942 dal commissario del popolo per la difesa della città, incise fortemente nell'antichissimo amor di patria e nell'orgoglio del popolo sovietico e dei stalingradesi: "…è giunto il momento di cessare la ritirata: non più un passo indietro!

L'effetto morale di quest'ordine fu eccezionale. A metà agosto l'aviazione cominciò un'ondata incredibile di bombardamenti sul nemico appoggiata da un cannonneggiamento incessante dell'artiglieria, fermando nuovamente l'avanzata tedesca, ormai alle porte di Stalingrado.

Sul finire di agosto, il generale Paulus, comandante in capo della 6ª armata era riuscito comunque, sfondando il fronte a nord, ad arrivare al Volga tagliando i rifornimenti alla città (fondamentali per la difesa), che arrivavano da nord via ferrovia e via fiume.

Stalingrado ora era veramente rimasta sola.

Le milizie delle fabbriche si mobilitarono, vennero allertate e armate in meno di un'ora: "Molti venivano direttamente dal lavoro e non avevano fatto in tempo a togliersi le tute e a lavarsi le mani e la faccia per togliersi l'olio di macchina". Così come gli operai, anche migliaia di abitanti affluirono nella 62ª e 64ª armata, circa 59.000 civili, oltre i 50 anni e tra i 14 e 17 anni presero le armi.

I tedeschi continuavano a premere e ad avanzare, ma ogni metro di terreno costava loro molto caro: durante i primi dieci giorni di settembre i tedeschi ebbero, agli accessi di Stalingrado, 24.000 morti e perdettero 185 cannoni e 500 carri armati.

Il 12 settembre Hitler aveva ordinato di prendere la città in un sol colpo, così Paulus gettò nella mischia le sue migliori divisioni e oltre 500 carri armati ben supportati da continui bombardamenti aerei.

Staligrado era quasi presa.

I tedeschi erano a 800 metri dal quartier generale del generale Ciukov, nuovo comandante della 62ª armata. Lo stesso Ciukov affermò "il nemico è più forte di noi di almeno quindici-venti volte"; eppure i russi resistevano.

Tra il 21 e 23 settembre dopo attacchi furiosi e incessanti i germanici raggiunsero il centro della città ma continuarono a trovare una resistenza durissima. Anzi, sul finire di settembre Ciukov lanciò una controffensiva in diversi punti che impegnò i tedeschi e impedì loro di avanzare oltre.

Hitler rimaneva convinto della vittoria.

I russi riuscivano a contrastare la martellane avanzata del nemico grazie ai loro continui attacchi notturni,(cosa che solo raramente facevano i tedeschi) e grazie ad un grande impiego di cecchini.

Oltre 400 erano i maestri del tiro: il solo soldato Vassili Zaitsef durante la battaglia di Stalingrado uccise da solo 242 nemici.

Il contrattacco comandato dal generale Zukhov fu lanciato il 19 novembre 1942. Scopo della manovra era far in modo che le truppe sovietiche riuscissero a sfondare il fronte a nord e a sud-ovest e ad accerchiare l'armata tedesca presente in città.

Il generale Paulus non si sentiva minacciato da un accerchiamento, così la 6ª armata cercò di rimanere nella parte più interna dell'anello, senza però tentare di sfuggire dalla morsa.

Dal 24 al 30 novembre l'aviazione sovietica effettuò complessivamente nel settore di Stalingrado 5768 missioni, ossia 824 incursioni giornaliere in media, superando di cinque volte le incursioni della Luftwaffe durante lo stesso lasso di tempo.

La 6ª e la 4ª armata corazzata tedesca si trovavano ora accerchiate da 7 armate sovietiche e avevano come alternativa la capitolazione o l'annientamento totale. Le due armate tedesche avevano avuto già perdite intorno agli 80.000 uomini, quindi rimanevano 250.000 uomini accerchiati, i quali non riuscivano quasi più ad ottenere alcun tipo di rifornimento: gli JU-52 aerei da trasporto tedeschi non erano più in grado di fornire approvvigionamenti; infatti l'aviazione e la contraerea sovietica solo nel mese di dicembre avevano abbattuto più di 700 aerei di questo tipo. Mancava il carburante, fondamentale anche per cercare di riscaldarsi ed inoltre le divise invernali dei tedeschi non erano riuscite a giungere con i rifornimenti. I tedeschi presi dai morsi della fame cominciarono a dare la caccia a gatti, cani, corvi.

Data la situazione tragica delle due armate, l'8 gennaio 1943 il comando russo, propose la capitolazione al nemico, concedendo loro un alimentazione normale e perfino la possibilità di mantenere le loro uniformi i loro effetti personali e per gli ufficiali superiori il permesso di continuare a portare le armi da taglio. I russi avrebbero atteso la risposta solo fino alle 10 del giorno dopo. Hitler aveva già comunicato al generale Hube la sua volontà; egli voleva che le due armate resistessero ad oltranza per impegnare il più possibile le truppe tedesche e evitare di cedere la linea ferroviaria Stalingrado-Kotelnikovo, ritenuta un arteria fondamentale.

Il 10 gennaio l'artiglieria e l'aviazione sovietica cominciarono a bombardare massicciamente il nemico e la fanteria, con l'appoggio dei carri, sferrò un pesante attacco.

Cominciò quindi la resa in massa dei soldati e degli ufficiali tedeschi.
Il 31 gennaio il comandante delle truppe tedesche generale Paulus venne fatto prigioniero e trattò la resa.

Questo scontro fu uno dei più accaniti e tragici della storia: venne definito "la più grande battaglia della storia umana".

Lo stesso Hitler ultimato il concentramento di queste truppe lungo il confine sovietico affermò compiaciuto " E' il più grande concentramento di truppe di tutta la storia mondiale".

Per approfondire
Libro: Stalingrado di Antony Beevor
Libro: Noi moriamo a Stalingrado di Alfio Caruso
Libro: La ritirata di Russia di Egisto Corradi
Libro: L'armata tradita di Heinrich Gerlach
Film: Il Nemico alle porte


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Ringraziano per l'utile discussione di Visitatore:
Avalon (21 Settembre), ENRICO359 (21 Settembre), Otadlos (21 Settembre), Faber (22 Settembre) 
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Messaggio La Battaglia Di Stalingrado 
 
Come già per El Alamein, sulla battaglia di Stalingrado circolò in infinità di luoghi comuni. Tutto, incluso i film, è in genere focalizzato sugli aspetti urbani dello scontro, nella realtà, si trattò di una campagna enorme, estesa per oltre 1000 km di fronte, spaziando dal Don fino alla catena montuosa del Caucaso e al Mar Nero.

Nel 1942 in vista della bella stagione, l'Alto Comando tedesco pensò alla nuova strategia. Qui Hitler, e non aveva molto torto (ormai era sfumata la possibilità dell'anno precedente di prendere con un colpo di mano Mosca) compre che la Germania sempre più impegnata su vari fronti, aveva bisogni crescenti di materie prime, in particolare di petrolio, un prodotto scarso in Europa. Il Caucaso all'epoca racchiudeva il 60% circa della produzione petrolifera sovietica, inoltre e questo non viene mai citato, gli ampi spazi di manovra avrebbero favorito le capacità operative tedesche, molto più che se si fosse operato intorno Mosca (ormai difesa in modo adeguata e non più decisiva come l'anno precedente).
L'offensiva a sud avrebbe sottratto grandi risorse al nemico per trasferirle alla Germania, conseguendo un doppio vantaggio.
Nella primavera del 42 Hitler emano la direttiva n. 41, che prevedeva un offensiva verso il Volga (in particolare il grande centro industriale di Stalingrado) e il Caucaso nord occidentale (inclusi i campi petroliferi di Maijkop), dopo aver eliminato le resistenze sovietiche in Crimea (Sebastopoli e Kerc).

Il 28 Giugno inizio nell'area a oriente di Kursk, l'offensiva d'estate tedesca. Già il 5 luglio i tedeschi del Gruppo B (2 armata, la 4 armata corazzata del generale Hot e la 6 armata del generale Paulus) erano sul Don a Voronez. Più a Sud operava il gruppo di armata A.
Da nord la 4 armata Corazzata puntò decisamente verso sud fiancheggiando il Don, facendo saltare il dispositivo avversario difensivo lungo tutta la grandissima ansa del Don. Il 12 luglio venne costituito il Fronte di Stalingrado e il 22 luglio quasi tutta la riva destra del Don era stata occupata; il 28 luglio la Stavka, l'alto comando sovietico impartì l'ordine 227 "non un passo indietro".
A questo per l'esattezza il 24 luglio, vi fu una decisione molto importante, Hitler ordinò che la  Panzer Armee puntasse ancora più a sud, per aiutare la 1 armata corazzata ad attraversare il basso Don e lanciarsi nel Caucaso rinunciando a puntare su Stalingrado, Von Bock si oppose a questa decisione e venne destituito, cosa sarebbe successo invece se fosse stato permesso alla 4 armata di puntare su Stalingrado? Che probabilmente la città distante solo 100km sarebbe caduta prima che i rinforzi sovietici sarebbero giunti. Inve la sfinita 4 armata corazzata fu mandata nella steppa dei Calmucchi per conquistare Elista e tornare poi dopo in un secondo momento verso Stalingrado. Mentre tutto il Gruppo armata sud si disperdeva nel Caucaso la & armata giungeva nei pressi di Stalingrado, fu il massimo apice raggiunto dai tedeschi, non c'erano più le forze per andare avanti oltre il Monte Elbrus (5842mt) a sud e raggiungere Grozny ad est, mentre per i sovietici la produzione bellica aumentava a ritmi impressionanti.


 Il "Segreto" di Stalingrado


Secondi molti studiosi il segreto furono 10 armate sovietiche  (anche se una armata è più piccola di quella tedesca ma comunque una grande massa) che buttate nella mischia la capovolsero, ma è indubbio che i tedeschi e i loro alleati avevano risorse umane e materiali inferiori a quelle sovietiche.
I tedeschi focalizzarono molte delle loro risorse nei sanguinosi scontri nella cerchia urbana della città, conquistandola quasi tutta, mente i sovietici accumulavano risorse per la controffensiva invernale, sapevano che le condizioni climatiche li avrebbero favoriti, contro formazioni non addestrate ed equipaggiate adeguatamente per il grande freddo.
I russi ovviamente scelsero come punto per l'offensiva negli ampi tratti di fronte presidiati dagli alleati (che erano scarsamente equipaggiati e motorizzati), ai lati della 6 armata vi erano due armate romene che guardavano i lati di un grande saliente, al vertice del quale stava Paulus.
La 6 armata sarebbe potuta sfuggire se il 21 novembre Hitler non avesse ordinato la difesa ad istrice, impedendone lo sganciamento ad ovest (memore del'anno precedente quando ordini simili avevano ottenuto qualche successo dove sei divisione tedesche accerchiate resistettero un inverno grazie al ponte aereo, ma qui si trattava di una grande armata e servivano almeno 500ton al giorno di rifornimenti).

Nell intero fronte già dall'estate i russi contrattaccavano da nor a sud impegnando i tedeschi in continui contrattacchi e spostamenti di truppe, era evidente che mancava una riserva strategica da poter utilizzare in emergenza e fu così che il 23 novembre quinto giorno dell'offensiva sovietica le due branchie dell'attacco si chiusero nei pressi di Kalac.
La 6 Armata più altre unità (in seguito le elencherò) era completamente accerchiata, a malapena si riesce ad imbastire una parvenza di linea difensiva lungo il fiume Cur, mentre d'urgenza stanno affluendo i rinforzi, incluso alcune divisioni da campagna della Luftwaffe, appena formate e scarsamente addestrate ai combattimenti terrestri.

Tempesta invernale


Le ultime speranze di salvezza per la 6 armata, ci furono il mese dopo, il 12 dicembre, il generale Hoth si pose al comando di una controffensiva (Tempesta invernale), sotto il benestare del Feldmarescialllo Manstein, alla testa del nuovo gruppo armate Don, che includeva il Gruppo Operativo Hollidt (schierato lungo il Cir) e più a sud il raggruppamento Hot. Furono fatti affluire di urgenza rinforzi sia da altri settori del fronte orientale, sia dalla Germania da altre zone, con trasferimenti che richiedevano tempo.
Manstein decise di tentare il ricongiungimento con la 6 armata ma inutilmente arrivando solo a poche decine di km da Paulus.
Ma i sovietici reagirono in modo violento e lanciarono un duro colpo (operazione Saturno) contro il fronte centrale 11 dicembre coinvolgendo la 3 armata romena e gli italiani. I tedeschi presi da altri contrattacchi non avevano forze sufficienti per proseguire l'avanzata  e furono costretti a ripiegare ponendo termine al tentativo di sbloccare Paulus.
L'epilogo come vedremo sarà drastico!!

Casa per casa a Stalingrado

Stalingrado era un importante nodo di comunicazioni ed industriale e sul Volga non vi erano ponti, tutto transitava via fiume anche i carburanti che venivano in parte raffinati in città.
In buona sostanza era un obbiettivo strategico molto importante, tagliato il quale avrebbe reso difficile collegamenti con il Caucaso e Mosca.

Stalingrado era difesa da ben tre anelli campali esterni, posti fra il Don e il Volga. Il primo linea O, si appoggiava al corso del Don e ai suoi affluenti, il secondo linea K era più ravvicinato e poi vi era la linea S. Da segnalare come fossero state appena terminate due linee ferroviarie importanti, poi dimostratesi fondamentali, uno si ricongiungeva alla Mosca Stalingrado da est sulla linea per Saratov, mentre l'altro andava dalla tratta Saratov-Astakan fino al Volga che permisero un continuo flusso di rifornimenti.

Il 23 agosto 1942 inizia la battaglia, il XIV Corp Corazzato del generale Wietersheim che aveva già una testa di ponte sul Don si lanciò all'attacco e con facilità supero i 60km che lo dividevano dalla periferia settentrionale, sfruttando incertezze e postazioni non presidiate.
Si dovette mobilitare la milizia operaia, armata d'urgenza e fatta uscire dalle fabbriche, appoggiata dal tiro delle contraeree per bloccare questa puntata. La zona di Stalingrado è segnata da alcuni piccoli affluenti di destra del Volga, che incidono  profondamente il terreno, ostacolando la manovra delle forze corazzate e meccanizzate. Un contrattacco della 35 dividione della Guardia, lo stesso giorno, creò confusione nelle retrovie dello stretto saliente tedesco e diede ai difensori della città tempo per organizzarsi e. soprattutto far affluire i rinforzi.
Alle 18.35 un gruppo da combattimento del 79 Panzergranadier fu il primo reparto tedesco a raggiungere il Volga.
Il 24 agosto la Luftwaffe lancia una serie di massicci attacchi di bombardamento. La città subisce danni molto gravi, con vasti incendi e il blocco dei servizi, tanto che il giorno successivo viene decretato lo stato d'assedio.
Le città erano state abbandonate come strutture difensive, in quanto le abitazioni di legno erano incendiabili ma Stalingrado era una città nuova, la casa bruciava e la struttura rimaneva in piedi, questo elemento avrebbe creato una rete difensiva, estremamente frammentata e quasi inaccessibile ai carri. I mezzi corazzati erano in posizione svantaggiata, dovendosi muovere fra strade ingombre di macerie, potendo essere colpiti facilmente, magari anche dall'alto. I tedeschi non avevano forze per rinnovare subito i loro attacchi e fecero bombardare dagli aerei per più giorni i complessi industriali e altre zone, causando moltissimi danni. Ma impedendo alla cittadinaza di fuggire (pena la morte), furono erette barricate e altri sbarramenti, mentre la 62 e 64 Armata che erano oncaricate della difesa, stavano ricevendo rinforzi anche se la situazione appariva difficilissima.
La mattina del del 29 agosto, il XLVII C.Corazzato della 4 Armata Corazzata, inizio un offensiva da sud costringendo anche la 64 Armata russa a ripiegare, subendo forti perdite.
I sovietici fecero affluire rinforzi di ogni tipo, che si fondevano come neve al sole. Ai primi di settembre iniziò l'attacco tedesco all'aera urbana centrale e meridionale delle città. Sembrava quasi una formalità ma i tedeschi impararono presto i rischi dell'avventurarsi fra le case , tutte trasformate in piccoli fortini. Icolpi provenivano da ogni parte ed era necessario un lungo e pericoloso per eliminare ogni singolo caposaldo, salvo poi avere la sorpresa di vedersi attivare nuclei di resistenza alle spalle. I cecchini russi mietevano vittime, mentre oltre il  Volga l'artiglieria dava il proprio apporto ai difensori.
Per snidare il nemico occorrevano piccole squadre armate di bombe a mano per provare a snidare i difensori, in combattimento dove i mitra sovietici avevano la loro importanza, dato che gli scontri erano a distanza ravvicinata o a corpo a corpo, dove si lavorava anche di coltello, con le vanghe affilate sui bordi e con altri oggetti taglienti. I due schieramenti spesso distavano pochi metri, per cui l'artiglieria e l'aviazione avevano problemi per appoggiarli, con numerosi casi di fuoco amico. Per combattere si ricorreva a un infinità di trucchi: l'uso di specchietti per sorvegliare il terreno senza esporsi, di manichini per indurre i cecchini a sparare e scoprire la loro posizione, di trappole minate e via proseguendo. Diversi russi erano cacciatori, per cui ottimi tiratori, anche con fucili non specificatamente di  precisione.I Sovietici resistevano in condizioni veramente critiche e questo rendeva più difficile il compito dei loro avversari, a cui i rifornimenti giungevano da molto lontano.
Le azioni erano in genere brevi e spesso notturne, magari condotte da piccole pattuglie, nell'ambito delle quali spiccava l'iniziativa e l'abilità dei singoli, in una serie infinita di piccole e piccolissime battaglie. I tedeschi non potevano sfruttare la loro superiorità tecnica e i russi facevano altri rinforzi tratte dalla riserva strategica di Stalin.
Con il passare delle settimane, i tedeschi organizzarono squadre d'assalto che oltre a dotazioni supplementari di bombe a mano, esplosivo e armi per i combattimenti ravvicinati, disponevano di picconi, mazze, scale e via dicendo, per passare da un appartamento all'altro, da un piano a quello superiore, realizzare feritoie e via seguendo.
Il 13 settembre la 6 Armata lanciò una grande offensiva occupando molte zone di Stalingrado, fra cui Quota 102 detta anche Mamaev Kurgan, la stazione n.1 (centrale)e la numero 2 e gran parte dei sobborghi meridionali, spaccando la 62 armata in due tronconi. Nella notte fra il 14 e 15 settembre la 13 divisione della Guardia, un'unità scelta e fresca sbarco nell'area dei doks, sfruttando la miriade d'imbarcazioni fatte affluire sul Volga. Con una determinazione estrema e a prezzo di perdite spaventose, i sovietici riuscirono a riprendere la Piazza degli Eroi Caduti. I tedeschi erano stanchi per i continui combattimenti mentre Ciukov mandava avanti anche la 112 divisione, composta da condannati(non sarà l'unica). Fu anche realizzata una fragile passerella fra la zona della Fabbrica "Barricate" e l'isola Zaicevskij, distrutta però dopo pochi giorni.
I difensori, al comando del Gen Cujkov e con un certo Nikita Crusciov come commissario politico, tenevano duro nonostante tutto non avevano del resto altra scelta con i reparti del NKVD a controllare esitazioni e diserzioni, i sovietici sfruttarono bene anche i grandi complessi industriali, realizzati in cemento armato e alti, da cui si poteva battere un ampia area, con sotteranei dove rifugiarsi.
Così crescevano anche le perdite tedesche e i loro reparti erano sempre più stanchi.
Il 13 ottobre scattò una nuova offensiva tedesca contro la parte settentrionale della città, quella dove si trovavano le grandi fabbriche, dove i sovietici si erano asserragliati sfruttando ogni appiglio. ogni notte le imbarcazioni traghettavano rinforzi dall'altra sponda, destinati a durare pochissimo nell'immane calderone. Spesso si trattava di ragazzi di 17 anni appena addestrati e male equipaggiati, se non addiruttura disarmati, destinati a raccogliere le armi dei compagni caduti.
L'errore dei tedeschi era quello di intestardirsi a voler conquistare dei ruderi difesi accanitamente, invece di lanciare le forze in campo aperto, magari per tagliare le vie di rifornimento e comunicazione ai difensori.
l'ultima fase dei combattimenti si accese per la zona delle grandi fabbriche che a prezzo di gravi perdite furono espugnate.
Alla metà di novembre erano riamaste solo tre piccole teste di ponte sovietiche in città ma ormai era arrivato l'autunno ed era pronta la grande offensiva sovietica.

Mentre i tedeschi spendevano grandi risorse per una lotta che non aveva più molta importanza, i sovietici volevano recidere proprio il saliente in fondo al quale si trovava la città, sfruttando le deboli ali presidiate dagli alleati.
Quando il 19 i russi attaccarono se i tedeschi avessero manovrato, alla peggio abbandonato la città, sarebbe stata una sconfitta grave ma meno disastrosa come poi avvenne. Queste formazioni seppero ben resistere ai primi tentativi sovietici di eliminare la sacca, ma poi venne a mancare tutto, causa l'impossibilità di realizzare un ponte aereo adeguato.
La Luftwaffe mobilitò tutte le sue risorse, incluso i nuovi Condor, ma complice le condizioni meteorologiche dell'inverno russo, la contraerea russa e l'aviazione sovietica, i rifornimenti furono sempre insufficienti, raggiungendo al max 300 ton un giorno solo!!! Mente la media era di soli 80-100 ton al giorno contro un fabbisogno di 500!!!
Infine le nuove controffensive sovietiche tolsero ai tedeschi anche alcune delle piste più vicine alla sacca, rendendo il tutto ancora più difficile.
Come una nemesi le ultime resistenze tedesche avvennero proprio all'interno della cerchia urbana, solo che in questo caso non giungeva alcun tipo di rifornimento, salvo quello che si riusciva ancora a paracadutare, dopo che i due aeroporti della sacca (Pitomik e Gumrak) erano caduti il 14 e 21 gennaio.
I Soldati tedeschi e gli alleati ridotti nella trappola, erano in condizioni disastrose, senza cibo r alle prese con il gelo, tanto che Paulus si arrese il 30 gennaio seguito il 2 febbraio dalle ultime forze che resistevano nella zona delle fabbriche.
  
EPILOGO

Per l'asse il disastro di Stalingrado rappresentò un colpo durissimo. Cinque armate praticamente distrutte.
6 tedesca, 3e4 rumena , 8 italiana e 2 ungherese, di cui quella tedesca per intero, con praticamente tutti i mezzi pesanti, forti perdite anche per la 2 armata tedesca mentre, salvo Kuban, i tedeschi dovettero abbandonare tutto il Caucaso.
Seppur Hitler avesse già ipotizzato quella che fu la manovra dell'armata Rossa, sta di fatto che i tedeschi non seppero contrastarla adeguatamente, nonostante fin dalla fine di ottobre i tedeschi avessero colto inconfondibili segnali di quello che stava accadendo, con grossi ammassamenti di uomini e mezzi.
Perdere poi 250000 uomini veterani che erano un capitale militare enorme fu un grave errore, recuperarne solo la metà sarebbe stato un grosso successo.Visto come seppero resistere in condizioni disperate, sicuramente riportati in prima linea riforniti e alimentati avrebbero dato una grosso apporto ancora. Meglio una ritirata strategica che quello che avvenne.


Da enciclopedia Alessandroc78
 




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Messaggio Re: La Battaglia Di Stalingrado 
 
da parte di Alessandroc78 posto delle foto

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Messaggio Re: La Battaglia Di Stalingrado 
 
Situazione operative

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Messaggio Re: La Battaglia Di Stalingrado 
 
miiiii sei meglio di un documentario!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 



 
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
Facendo seguito all'ottima documentazione e descrizione storica postata mi permetto di segnalare qui un link a delle pagine con delle foto della battaglia, di cui ne avevo viste solo alcune in precedenza :

Link

Mi sono soffermato a guardare di più  quelle nelle quali si possono osservare bene le emozioni dei soldati (sopratutto tedeschi) . I loro volti sono lo specchio della fatica e della paura ed al contempo ne evidenziano il coraggio e l'abnegazione alla loro missione ovvero quella di essere dei soldati...

Alcune foto sono truci lo scrivo per coloro che sono più sensibili.

Buona visione
 



 
 
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
complimenti per la relazione storica!
grazie per i link
 




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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
Molto belle!
 




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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
redhot83 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
complimenti per la relazione storica!
grazie per i link

Ma soprattutto complimenti per chi se la leggerà tutta xd


Bellissime le foto!
 



 
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
consiglio anche il film STALINGRAD, un pò vecchiotto ma carino

http://www.youtube.com/watch?v=TZMHZBAUbqM
 



 
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
Molto bello stalingrad anche il nemico alle porte e x chi nn l'ha visto c'è un nuovo film che si chiama The Brest Fortress anche questo molto bello se nn sapete dove andarlo a vedere rivolgetevi a me.... Per quanto riguarda la documentazione che avete estratto ragazzi ve ne sono molto grato mi è stato possibile approfondire dei conccetti che nn conoscevo grazie mille.....
 




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Non chiedere agli ITAK quello che possono fare per te,ma chiediti tu quello che puoi fare per gli ITAK.


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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
ITAK_Avalon ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Molto bello stalingrad anche il nemico alle porte e x chi nn l'ha visto c'è un nuovo film che si chiama The Brest Fortress anche questo molto bello se nn sapete dove andarlo a vedere rivolgetevi a me.... Per quanto riguarda la documentazione che avete estratto ragazzi ve ne sono molto grato mi è stato possibile approfondire dei conccetti che nn conoscevo grazie mille.....


appena visto, bello ma molto crudo.

http://www.youtube.com/watch?v=z11Pzsd9yJw
 



 
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
A volte leggere è meglio di un film strano. Complimenti a tutti.

Vorrei aggiungere un primo contributo storico dal punto di vista italiano in particolare riguardante i Bersaglieri.
In questo caso cito il llibro che ho la fortuna di avere:
“BERSAGLIERI SUL DON”; Umberto Salvatores (Comandante del 6° Reggimento Bersaglieri in Russia con il grado di Colonnello); Editore: Tipografia compositori di Bologna

Dal 28 gennaio al 18 febbraio il 6° Reggimento viene trasferito, dalla sua sede di Bologna in Russia alle dipendenze organiche della 3a Divisione celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta", con tradotta militare via ferrovia fino a Uman nei pressi del fiume Bug. Dopo l'accantonamento, inizia il trasferimento, sulla direttrice Uman-Kriwojrog-Dnjepropetrovs-Stalino-Iwanoska a piedi per un totale di 681 km, con 29 tappe di marcia forzata, fino alla zona di impiego.
Dal 18 al 24 luglio, il Reggimento è attivo negli scontri per la conquista del bacino minerario di Krasnij Lutc, e dal 24 luglio al 23 agosto partecipa alla marcia d’avvicinamento al Don prendendo poi parte alla battaglia di Serafimovich.
Dal 23 agosto all'11 settembre il Reggimento combatte a Iagodnij, e dal 12 settembre al 30 ottobre è dislocato nel settore difensivo di Rybny.
Dal 30 ottobre al 16 dicembre fa parte dello schieramento difensivo sul Don e viene coinvolto nella prima offensiva invernale da parte delle forze russe.
Dopo la battaglia di rottura del fronte dal 17 al 21 dicembre, inizia nei giorni seguenti la manovra di ripiegamento tra Bolshaja e Donets.
Il Reggimento, durante la sua lunga e difficile permanenza in Russia, ha dovuto affrontare battaglie durissime contro un nemico sempre superiore per uomini e mezzi, finalmente il 18 aprile i superstiti del 6° Bersaglieri rientrano in Sede a Bologna.

Il silos di Grano citato nella piantina di un post soprastante dovrebbe forse corrispondere all'edificio diroccato della prima foto del mio post.
http://www.clanitak.altervista.org/viewtopic.php?f=1&t=11844
Foto scattate proprio da una delegazione della A.N.B. in ricordo dei reduci e dei caduti italiani sul Don.
 




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Fortior ex Adversis Resurgo
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
Faber quel palazzo di mattoni rosso dovrebbe essere il mulino, no il silos di grano che era una struttura molto più grossa.
 




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"Ferrea mole ferreo cuore" 32 Rgt Carri
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
Riesumo questo vecchio post per segnalare, a chi abbia interesse, che stasera 6 giugno - su rete 4, nella trasmissione "Apocalypse" verrano mandate in onda immagini a colori - anche inedite - della battaglia di Stalingrado (sino ad arrivare con i russi a Berlino nel 45). Nella scorsa puntata, che si è occupata della prima fase della guerra, a parte qualche svarione nel commento sonoro con cui sono stati scambiati il KV1 con il T34, alcune sequenze erano davvero interessanti.
 



 
 
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
t34tank ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Riesumo questo vecchio post per segnalare, a chi abbia interesse, che stasera 6 giugno - su rete 4, nella trasmissione "Apocalypse" verrano mandate in onda immagini a colori - anche inedite - della battaglia di Stalingrado (sino ad arrivare con i russi a Berlino nel 45). Nella scorsa puntata, che si è occupata della prima fase della guerra, a parte qualche svarione nel commento sonoro con cui sono stati scambiati il KV1 con il T34, alcune sequenze erano davvero interessanti.


Programmata la registrazione....grazie della dritta
 




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CANNOT PRONE HERE
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CANNOT PR.....MORTO!
 
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
ITAK_ENRICO359 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
consiglio anche il film STALINGRAD, un pò vecchiotto ma carino

http://www.youtube.com/watch?v=TZMHZBAUbqM


bello davvero, a volte in fw mi capita di sentirmi come Feldman  

ps: notare i tedeschi che hanno catturato delle papashe

su un forum una volta ho letto che gli italiani impiegati a Stalingrado erano meno di 25 unità, confermate?
 



 
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
Che io sappia si, è così! In realtà non avrebbero dovuto esserci nemmeno loro ma - sfortunatamente - si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato...
 



 
 
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Messaggio Re: [1942] La Battaglia Di Stalingrado 
 
ITAK-R_CapitanLeo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
ITAK_ENRICO359 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
consiglio anche il film STALINGRAD, un pò vecchiotto ma carino

http://www.youtube.com/watch?v=TZMHZBAUbqM


bello davvero, a volte in fw mi capita di sentirmi come Feldman  

ps: notare i tedeschi che hanno catturato delle papashe

su un forum una volta ho letto che gli italiani impiegati a Stalingrado erano meno di 25 unità, confermate?


IL Ppsh41 era ambito dai tedeschi in quanto superiore all'MP40.

Erano autieri, non ricordo il reparto, si trovavano lì per un rifornimento a Stalingrado, comunque si erano sui 25...
 




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